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Triumph Bonneville 2008 Replica T-120 ’62

triumphante.jpgNel 2009 la Triumph Bonneville compie 50 anni. Nata con un motore sorprendentemente  potente per l’epoca, si è prestata ad essere utilizzata come base per la realizzazione di tante cafè racers negli anni successivi alla sua nascita. Oggi, di contro, la Triumph  Bonneville è di certo una valida risposta per chi è alla ricerca di linee classiche su una meccanica moderna, senza però ricercarne più le velleità di prestazioni estreme di un tempo.

Test Cafè Racer
Triumph Bonneville 2008 Replica T-120 ’62
by Totti Motori (BO)

Nel cinquantenario della Triumph Bonneville il preparatore Roberto Totti rende omaggio alla T-120 Pre-Unit del ’62 con questa splendida realizzazione su base moderna

Testo Marco Montanari – montanari@specialmag.it
Foto: Roberto Brodolini – roberto.brodolini@specialmag.it
Tester Marco Montanari  – montanari@specialmag.it

Nel 2009 la Triumph Bonneville compie 50 anni. Nata con un motore sorprendentemente  potente per l’epoca, si è prestata ad essere utilizzata come base per la realizzazione di tante cafè racers negli anni successivi alla sua nascita. Oggi, di contro, la Triumph  Bonneville è di certo una valida risposta per chi è alla ricerca di linee classiche su una meccanica moderna, senza però ricercarne più le velleità di prestazioni estreme di un tempo. Questa realizzazione di Roberto Totti approfondisce ancora di più il concetto di modern classic, costruendo una copia fedele di una favolosa T-120 del 1962, compatibilmente con la meccanica usata dalla nuova Triumph, molto più voluminosa di quella della Bonneville originale. Il risultato? Una replica in regola con il codice e con quel gusto retrò dato dai particolari originali dell’epoca.

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Il gioco delle classiche
21 mosse ben assestate sono bastate, neanche fosse una partita a scacchi, per trasformare una Bonneville moderna in un classico assoluto, ricorrendo spesso a parti originali della T-120 Pre Unit del 1962. Il risultato è un’incredibile grazia e, nonostante le proporzioni siano ben differenti, la Bonneville in prova risulta essere slanciata quasi come la ben più esile controparte anni 60. Ma scendiamo nei dettagli. Al fanale anteriore è stata sostituita la parabola con una bombata Lucas e il corpo faro. È stato accorciato il suo supporto di 2 cm ed è stato conseguentemente riposizionato il blocchetto d’accensione. I riser del manubrio sono stati modificati per ricalcare quelli dell’epoca e lo stesso manubrio è come quello della versione inglese della T-120. I blocchetti dei comandi sono stati colorati in argento. La strumentazione è stata snellita della brutta plastica e delle spie e riverniciata di nero lucido. I parafanghi, di costruzione completamente artigianale, sono repliche di quelli d’epoca. Artigianali sono anche le protezioni in tubolare nero e il supporto targa. La sella è sia nella forma che nel colore (bicolor grigio e nero) identica a quella adottata sulla Pre Unit. Gli indicatori di direzione anteriori sono stati nascosti nella parte bassa del telaio. La colorazione è quella originale bicolore della Bonneville del 1962 in versione inglese: azzurro e argento lucido e un sottile filetto dorato a dividere. Il paracatena è realizzato ex novo per ricalcare quello dell’epoca e per lo stesso motivo una coppia di ammortizzatori posteriori chiusi hanno sostituito quelli di serie. Gli attacchi di un serbatoio originale da 3 galloni del 1962 sono stati riadattati per poterlo comodamente alloggiare sul telaio di Hinckley, fissato dalla splendida bretella metallica dal sapore squisitamente ‘60. Il portapacchi è avvitato nelle filettature del serbatoio e i paraginocchia sono “d’epoca”.

Meccanica ’60 doc
Sul motore non sono stati eseguiti lavori di elaborazione, solo una perfetta e calibratissima messa a punto che ne esaltano le doti di elasticità. I collettori di scarico sono stati realizzati a mano creando quell’uscita “dritta” che tanto manca ai collettori di Hinckley. I terminali sono quelli originali del 1962, il loro sound è una sinfonia. Quasi un miracolo quello compiuto col radiatore dell’olio: è stato eliminato per lasciare spazio al serbatoio dell’olio originale del ’62 e il fianchetto destro è stato modificato a tale scopo. Un piccolo gioiello della tecnica è l’ingranaggio che consente l’avviamento a pedale: un particolare che purtroppo è stato definitivamente abbandonato sulle moderne classiche, ma che rende questa realizzazione ancora più gustosa.

 

IL PREPARATORE
Roberto Totti lavora continuativamente nel settore dal 1973; oggi l’attività prevalente è il restauro di importanti moto vintage per musei o collezioni e costruzione di special bike a progetto. Pubblicato in tutto il mondo, negli ultimi 15 anni con 830 articoli e interviste documentano l’intenso lavoro svolto.

Totti Motori di Roberto Totti – Bologna
Tel.: 335/331501 – E-mail: info@tottimotori.com

web4.jpgLA PREPARAZIONE
ESTETICA
Parabola faro ant. bombata Lucas e corpo faro sostituito
Accorciato supporto faro di 2 cm e spostata chiave accensione
Costruzione nuova sella e copertura grigio e nero
Parafanghi artigianali
Tubo laterale nero
Protezione parafango post.
Supporto targa e luce post.
Modifica paracatena
Modifica fianchetto dx con applicazione serbatoio olio originale ’62 come cover
Costruzione fianchetto cover sx simile al ’62, fissaggio centrale
Ind. di direzione ant. nascosti nel telaio
Colorazione argento satinato comandi e devio luci
Colorazione celeste e argento lucido sovrastrutture, filetto oro a mano

CICLISTICA
Modifica raiser manubrio
Ammortizzatori posteriori chiusi

MECCANICA
Modifica serbatoio da 3 galloni originale del ’62 per installarlo su telaio attuale
Costruzione attacchi serbatoio con bretella e modifica posizione rubinetti
Modifica impianto olio e rimozione radiatore olio
Costruzione collettori di scarico + silenziatori originali ‘62
Costruzione ingranaggio per messa in moto a pedale
Modifica impianto elettrico
Messa a punto motore con nuove marmitte

PREZZO 12.000,00 €

Pagella
Estetica
30/30
Perfetta nei minimi dettagli

Ciclistica
27/30
Rivista e corretta. Classica ma affidabile

Motore
26/30
Niente di strabiliante ma la messa a punto è invidiabile

Voto Finale
102/110
Una classica bellissima e curatissima

Approfondimenti
AVVIAMENTO A PEDALE
Costruito ex novo il meccanismo di avviamento a pedale per un saltuario utilizzo: restituisce il gusto di avere un mulo scalciante sotto il sedere, quella sensazione ormai persa di aver domato da soli il cavallo su cui si sta correndo.

SERBATOIO
Originale da 3 galloni del 1962, è stato adattato sia negli attacchi che nei rubinetti benzina per poterlo alloggiare sul nuovo telaio. Snello e con tanto fascino è la prima cosa che calamita lo sguardo.

Chiave di Lettura
Un classico ma con un anima moderna interpretato da un maestro del restauro delle storiche: non poteva non essere che un piccolo capolavoro.

Sensazione on Board
Affidabile, precisa e dolce alla guida, è un piacere da gustare passeggiando.

Su strada
50 anni e non sentirli

La prima impressione è quella di essere in sella a un agile e leggero mezzo d’epoca, anche se l’ingombro e il peso da fermi lo fanno sembrare tutt’altro che un fuscello. Queste modern classic però si lasciano guidare che è un piacere

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Una volta messo in moto, ci si dimentica presto del peso di questa Bonnie e ci sembra di essere tornati indietro nel tempo, a una di quelle macchine semplici e dalle linee filanti degli anni ’60. Non sono state eseguite modifiche importanti al motore, solo un’eccelsa messa a punto e ciò è più che sufficiente per regalare piacevoli sensazioni alla guida. Rilassante certo, senza strappi, fluida e corposa. La posizione del corpo è eretta e comoda, complice anche la “nuova“ sella d’epoca, che alza la seduta di qualche centimetro, e il manubrio largo e comodo. La ciclistica è quella adatta per la passeggiata, non certo per le corse. Ad ogni modo questa Triumph risponde sempre bene, anche quando le si tira un po’ il collo. Il motore, come dicevamo, non è esasperato, ciononostante è ben equilibrato e risponde dignitosamente. Una bella coppia, corposa e sempre disponibile, ne fa apprezzare le doti di elasticità. Se tirata per le orecchie questa moto riesce comunque a stupirci positivamente. L’inserimento in curva è agevole e immediato, la percorrrenza è stabile e l’uscita è sempre scattante. Non è un mostro di agilità, questo sì, ma questa Bonneville è comunque un buon mezzo per pennellare curve in tutta sicurezza e libertà. A chiosa di tutto, un sound corposo ed esaltante, quel suono d’altri tempi, di quando il rombo della moto non era considerato gesto incivile ma solo sintomo di prestazioni e musica per le orecchie: questi scarichi fanno il loro dovere e ci catapultano indietro nel tempo di quasi cinquant’anni. In definitiva Roberto Totti ha creato una bellissima classica, che ricalca la serie Pre-Unit del 1962 in maniera fedele, ricorrendo talvolta a soluzioni geniali come il kickstart funzionante e il serbatoio dell’olio separato. Al tempo stesso questo splendido esercizio di stile non rimane fine a se stesso, ma risulta essere l’incarnazione di una moto facile e divertente, capace di regalare tante emozioni e anche qualche brivido di adrenalina qualora dovesse essere stuzzicata a dovere.

Pagella Dinamica

Inserimento
27/30
Stabile nell’inserirsi

Percorrenza
27/30
Infonde sicurezza

Uscita di Curva
28/30
C’è carattere in questa classica!

Voto finale
100/110
Non è moto da prestazioni, ma regala tante soddisfazioni

Più dinamici
-Agile e scattante
-Coppia sempre disponibile

Meno dinamici
-Prestazioni non esasperate

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