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Polita è pronto a partire

polita A Valencia abbiamo incontrato uno dei favoriti per il titolo finale della Fim Superstock 1000: Alessandro Polita. Ci ha raccontato il suo punto di vista sulla stagione 2008

A Valencia abbiamo incontrato uno dei favoriti per il titolo finale della Fim Superstock 1000: Alessandro Polita. Dopo un titolo strameritato nel 2006 nella stessa classe, nel 2007 ha fatto il grande salto in Superbike con la Suzuki e con lo stesso team che gli aveva permesso i successi nel CIV 2005 e nella Coppa Fim 2006. Quest'anno ha fatto un cambiamento radicale tornando nella STK 1000 in sella alla Ducati del Team Sterilgarda.

 

Polita

D: Come mai dopo un titolo italiano e un titolo nella Coppa del Mondo con la Suzuki di Celani hai deciso di cambiare tutto?
R: Rimango molto legato al mio ex Team con il quale ho condiviso tante gioie, ma dopo diversi anni, ho sentito voglia di cambiare aria e per farlo ho pensato che
bisognasse farlo in modo radicale. Un anno fa, grazie alla collaborazione con la vostra rivista, ho avuto modo di provare tutte le moto 1000 di serie e quando sono salito sulla 1098 mi sono trovato subito a mio agio. Lì è nata la scintilla di tornare al mio vecchio amore, il bicilindrico di Borgo Panigale. Poi Marco Borciani si è prodigato per trasformare questo mio sogno in realtà, ed eccomi qui!

D: nel team di Daniele Celani eri come in una famiglia, come ti trovi ora nel Team di Marco Borciani?
R: E' incredibile, forse sono molto fortunato! Mi sembra di correre per questo Team già da tanti anni… Ho legato tantissimo con tutta la struttura e mi sento molto a mio agio. Sia con i miei meccanici che con quelli della Superbike. Marco Borciani e Natale Egi mi fanno sentire in famiglia.

D: Qui a Valencia nei recenti test sei andato molto forte, come ha fatto anche qualche tuo avversario per il titolo finale, come pensi di iniziare? Rivincendo alla grande come facesti nel 2006?
R: Aver vinto il titolo nel 2006 non vuol dire che io lo possa rivincere quest'anno con estrema tranquillità. In questo Team ho trovato un ottimo metodo di lavoro e mi sento in sintonia con i miei meccanici, come successe nel 2006.
Nei test che ho effettuato qui ho girato 1.37"1 con la moto praticamente di serie e montando due pneumatici nuovi. Non vedo l'ora di incominciare, sto fremendo da mesi. Solo la pista potrà rispondere.

D: Tu sei indicato da tutti come uno dei favoriti al titolo finale. Come pensi di classificarti? Quali sono gli avversari a cui presterai maggiori attenzioni?
R: Io parto per far bene, cercando di arrivare nei primi 5. Credo che me la dovrò vedere con Roberts, Pirro e Giugliano. Credo che Davide sia un ottimo talento, l'unica incognita potrebbe risultare l'esperienza con questa nuova
categoria.

D: quali sono le piste su cui punteresti su Polita?
R: Valencia potrebbe essere una di queste, ci aggiungerei Brands Hatch (la mia preferita), Donington (dove ho un "conto aperto" per l'incidente dello scorso anno), Brno ed Assen, altra pista che adoro! Aspetta… fammele contare! 5
su 10? Mah….. forse ho esagerato?

D: Ci sono delle persone a cui devi un ringraziamento per averti aiutato nei momenti difficili?
R: Innanzitutto mio padre: il grande Gianky! Lui è un mito ed è fondamentale per me. In lui ho sempre trovato il mio migliore amico, il mio primo consigliere. A volte lo uso come un pungiball,ed alla fine ha ragione sempre lui. Si avvera tutto quello che mi predice. Sarà un mago? E poi devo molto alla mia ragazza: Roberta. Da settembre è entrata nella mia vita nel modo migliore che potesse
accadere. Ha 18 anni e studia lingue ma mi è sempre stata vicina nel momento più difficile della mia carriera. Mi ha spronato tantissimo a non mollare ed allenarmi con costanza. Ora gran parte della mia serenità la devo a lei.

D: Parteciperai al CIV, ma non in Superbike, come ci si sarebbe aspettato, bensì in STK 1000. Come mai?
R: Porterò avanti lo sviluppo degli pneumatici Pirelli nel Campionato Italiano. C'era un progetto di fare la SBK, ma poi è arrivata la richiesta di Pirelli ed abbiamo preferito procedere per questa strada. Il CIV è molto più "tosto" del Mondiale soprattutto per la mancanza dei limiti di età e rischi di trovare molti piloti di esperienza agguerriti.

 

Intervista a cura di Fabrizio Marcucci
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