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Honda Hornet’06 by Adriano Rosato

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TEST ELABORATE
HONDA HORNET ’06 BY ADRIANO ROSATO

MANEGGIARE CON CURA

Creare una special da brivido senza stravolgere la facilità di guida del modello originale. Un obiettivo raggiunto grazie al miglioramento della ciclistica con componenti di altissima qualità e all’alleggerimento complessivo che non ha risparmiato nessun comparto.

Testo: Costantino Paolacci – paolacci@specialmag.it
Foto: Roberto Brodolini – brodolini@elaborare.org

SENSAZIONE ON BOARD
Ingranando la prima marcia, il pensiero va subito al valore di questa splendida realizzazione. Oltre 50.000 euro spesi su una moto che nuova ne vale 6.000 fa venire i brividi. Poi però è talmente divertente da guidare che… pensi solo a godertela!

INTRO
Le moto, soprattutto le special, assomigliano sempre molto al loro padrone. Una supersportiva con pochi fronzoli ma ottime sospensioni sarà di uno smanettone da pista; una endurona accessoriata per i lunghi viaggi accompagna sicuramente un mototurista di lungo corso e probabilmente una naked ricca di parti speciali sarà di un “fighetto” che ci fa lo “struscio” in città e la parcheggia davanti al bar per vantarsene con gli amici e magari rimorchiare qualche bella pischella! Questa Hornet potrebbe far parte di quest’ultima categoria, se non fosse che il “fighetto” in questione è un affermato fotografo di 61 anni e che l’elaborazione estetica e meccanica ha comportato una spesa superiore ai… 50 mila euro! Ah… e a proposito delle pischelle da rimorchiare: quelle che conosce lui sono tutte modelle!

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DUE ANNI DI LAVORO
La Hornet by Rosato è il frutto di un’evoluzione continua, con cambi di materiali successivi che hanno portato all’attuale allestimento, definitivo, e che, a quanto pare, avrà un piacevole destino: sarà infatti la compagna di posa delle modelle di Adriano che, di solito, sono assai poco vestite!
Ma perché una “banale” Hornet, per di più vecchio modello, con motore a carburatori e prestazioni oggi inferiori alle naked più recenti? Su una moto a così buon mercato (è stata pagata nel 2006 circa 6.000 euro) una spesa così consistente può sembrare un’esagerazione. E in effetti lo sarebbe se si trattasse di una moto da usare spesso e “consumare” nel corso degli anni. In questo caso il progetto prevedeva invece, fin dall’inizio, di creare una moto da collezione, preziosa nella componentistica e curatissima nei particolari, da custodire gelosamente in garage e far uscire solo per occasioni speciali. Pensate che la strumentazione, a oltre due anni dall’acquisto, segna solo 240 km di percorrenza totale, di cui gli ultimi 50 fatti da noi per il test su strada!

UN PO’ AFTERMARKET, UN PO’ ARTIGIANALE
Il Signor Adriano ama definirsi un costruttore di moto e un restauratore. Nel suo passato ci sono bellissime produzioni, molte delle quali su base Ducati, dove il motore Desmo è stato forse solo la base di partenza, l’idea iniziale, dalla quale partire per creare qualcosa di unico. La sua grande pazienza, meticolosità e perizia nel realizzare artigianalmente molti dei componenti delle moto che negli anni ha costruito, sono le credenziali con le quali presenta oggi questa Hornet e grazie alle quali, giustamente, la considera un esemplare unico. Basti pensare che sulla “Hondina” 600 buona parte della bulloneria in titanio l’ha plasmata lui stesso, così come tutte le staffe e i supporti in alluminio, per non parlare di tutti quei particolari lucidati a specchio che impreziosiscono così tanto l’estetica.

I DETTAGLI CHE CONTANO
Scorrendo le voci della scheda intervento avrete notato che buona parte dei componenti aftermarket sono della DPM. L’azienda vicentina, oggi affermatissima tra i produttori di dettagli estetici e tecnici in lega leggera, si è fatta conoscere in passato soprattutto per i bellissimi allestimenti su base Hornet 600 e 900 che esponeva ai saloni invernali del motociclo. È probabilmente questo lo spunto che ha convinto il signor Rosato a puntare sui prodotti DPM per impreziosire la sua special. Tuttavia, mai del tutto soddisfatto come solo i più esigenti sanno essere, anche su alcune di queste parti speciali si è posata la sua sapiente mano artigianale, per modificare, lucidare, risagomare, laddove la resa estetica non sembrava in linea con il progetto che aveva in mente.

PREZIOSA E UN PO’ RACING
Tanto titanio, una valanga di alluminio, decine e decine di particolari autocostruiti e soprattutto una cura maniacale dei dettagli. Sono queste le caratteristiche che saltano subito agli occhi ma… osservatela bene! Questa Hornet ha sospensioni e freni che tante supersportive possono solo sognare, nel contesto di una ciclistica certamente semplice (il telaio è il monotrave superiore in acciaio di serie) ma comunque molto a punto e con una distribuzione dei pesi che si giova di un alleggerimento complessivo notevole.
La regolabilità totale dell’assetto è garantita dall’avantreno, preso di sana pianta da una CBR600RR e dotato di kit Öhlins, e dal monoammortizzatore, sempre del costruttore svedese, caratterizzato da serbatoio del gas separato e da tutte le regolazioni per la frenatura idraulica e il precarico molla.
I cerchi Alpina tubeless a raggi, anch’essi personalizzati con una anodizzazione speciale, fanno sempre un bell’effetto su una naked, ma ad impressionare veramente è l’impianto frenante. I dischi e la pompa posteriore sono della Discacciati; il costruttore comasco ha realizzato appositamente in esemplare unico le “padelle” da 320 mm anteriori e il disco da 200 mm posteriore, per farli calzare perfettamente sui cerchi a raggi e centrarli sulle pinze. Quelle anteriori sono delle poderose Brembo radiali monoblocco, azionate da una pompa, sempre Brembo e radiale, che conferisce a tutto l’impianto non solo un aspetto veramente racing, ma anche un’efficacia che, come vedremo nel test su strada, è davvero ai massimi livelli.

SU STRADA
Così preziosa che, Adriano, il preparatore e proprietario, la spostava da solo per le foto statiche. Facile immaginare che farcela provare sia stata per lui una grande sofferenza! Noi invece, anche se per pochi chilometri, ce la siamo goduta alla grande! Il motore è un frullino, l’assetto è perfetto e i freni fanno impressione!

SU STRADA
Prima in su e tutte le altre marce in giù. Il cambio rovesciato su una naked per uso stradale? Sì quando il suo creatore ha dei trascorsi agonistici in pista! In realtà, quando correva lui, nei primi anni Settanta, il cambio non solo era rovesciato ma anche a destra! Immaginate che baraonda sarebbe per un motociclista moderno guidare una moto del genere. Per Adriano è esattamente il contrario. Già il cambio a sinistra gli garba poco, almeno l’ha rovesciato per non sbagliare marcia troppo spesso! Poco male, alla fine ci si fa presto la mano, pardòn, il piede, e cambiare in un senso o nell’altro non fa molta differenza.
Il primo approccio con la Hornet by Rosato è del tutto “user friendly”. Vi sarà pur capitato di guidare una Hornet 600 no? Ecco, migliorate il comportamento dinamico di un 50% in tutti i comparti e avrete un’idea esatta di come va questa specialissima versione. L’accelerazione è molto pronta senza sacrificare l’elasticità proverbiale del vecchio 599 cc Honda a carburatori. Si percepisce che il pacco frizione è più leggero perché il motore sale di giri molto rapidamente. L’assetto è tarato per il peso del proprietario, quindi perfetto anche per me che ho all’incirca la stessa corporatura. Mi hanno impressionato davvero i freni, non solo per la potenza a dir poco esuberante ma anche per la modulabilità, davvero eccellente, una caratteristica che non ti aspetteresti da un impianto così professionale e che è probabilmente da ascrivere alla corretta scelta delle guarnizioni di attrito.
Guidarla su strada è un vero piacere, per le sensazioni che regala e, diciamolo, per l’ammirazione che suscita in chi la vede. Ci sono tante belle Hornet preparate in giro per l’Italia ma con la placchetta personalizzata in vero oro sullo scarico pensiamo che questa sia l’unica! Purtroppo il test è durato giusto il tempo di raccogliere le impressioni di guida; Adriano non vedeva l’ora di risalire in sella alla sua “bimba” per riportarla a casa e spolverarla! Noi un giretto al mare ce lo saremmo fatto volentieri e, a dire il vero, con tutto quel ben di dio di ciclistica una bella strapazzata in pista ci sarebbe stata proprio bene!

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CHIAVE DI LETTURA
A qualcuno potrà sembrare una follia spendere una cifra simile per una “Hornettina”, ma si tratta a tutti gli effetti di una moto da collezione

IL PREPARATORE
Adriano Rosato www.artglamour.net
Gianfranco Lenci www.lenciracing.it
Franco Paolucci – via Valsugana, 40 – 00141 Roma, Tel.: 06/8604365

MODELLO STANDARD 2006
Potenza dichiarata all’albero: 96,5 CV a 12.000 giri/min
Coppia dichiarata all’albero: 63 Nm a 9.500 giri/min
Peso a secco dichiarato: 178 kg
Potenza specifica: 161,1 Cv/l
Cilindrata: 599 cc
Motore: 4 cilindri in linea
Distribuzione: bialbero a 16 valvole

IMPIANTO FRENANTE
Un mix Discacciati e Brembo con pinze monoblocco e dischi realizzati ad hoc
0.000,00 €

KIT FRIZIONE IN TITANIO
Il kit dischi frizione in titanio fa risparmiare circa 500 gr
0.000,00 €

SOSPENSIONI ÖHLINS
La forcella è di una CBR600RR con kit Öhlins. Stessa marca per il mono
0.000,00 €

SCARICO COMPLETO ARROW
Collettori in acciaio Inox e terminale in titanio omologato e con catalizzatore
0.000,00 €

BULLONERIA IN TITANIO
La bulloneria poligonale è della LLS ma tutta quella esagonale è stata creata con “olio di gomito” dallo stesso Adriano che, quando c’è da realizzare un pezzo speciale, non si tira certo indietro!

APPROFONDIMENTO 2 – PERNI RUOTA IN TITANIO
Entrambi i perni ruota sono in titanio. Quello anteriore è particolarmente complesso essendo costruito in tre pezzi. Disegnato dalla Lenci Racing è stato realizzato da Stefano Poggipolini.

LEVE FRENO E/O FRIZIONE DAL PIENO
Le leve di freno anteriore e frizione sono state costruite artigianalmente ricavandole da un pezzo di alluminio

FORCELLONE ALLEGGERITO ZONA PERNO
La fusione di alluminio del forcellone nella zona dell’infulcraggio del monoammortizzatore, è stata scaricata di materiale per diminuire il peso del componente

MANIGLIONE PASSEGGERO CROMATO
Anche un componente apparentemente banale come il maniglione per il passeggero è stato oggetto di cura. Ora è cromato.

 

PAGELLA TECNICA
ESTETICA 28/30
Tanta cura costruttiva avrebbe meritato una livrea personalizzata. Stona il cupolino Givi
CICLISTICA 30/30
Forcella e monoammortizzatore hanno un’efficacia esemplare
MOTORE 28/30
Tutto originale ma con frizione alleggerita e scarico completo
VOTO FINALE 105/110
Facile come una Hornet divertente come una special

horn2.jpgPAGELLA SU STRADA
INSERIMENTO 29/30
Fantastica, soprattutto nei cambi di direzione
PERCORRENZA 29/30
Sospensioni super e gomme ottime, viene voglia di portarla in pista
USCITA DI CURVA 30/30
Si scarica a terra la potenza con molta facilità
ON BOARD VOTO FINALE 108/110
Se non fosse così preziosa sarebbe un vero piacere tirarle il collo tra i cordoli di un circuito

SCHEDA INTERVENTO
ESTETICA
Piastre laterali telaio in alluminio fresate
Pedane regolabili artigianali in alluminio cromato
Paratacco in carbonio
Parafango ant. in carbonio
Parafango post. in alluminio DPM lucidato a specchio e lavorato
Tappo olio in alluminio dal pieno artigianale
Carter frizione lucidato a specchio
Carter pompa acqua lucidato a specchio
Coperchio testa lucidato a specchio
Bulloneria in titanio poligonale LLS
Bulloneria in titanio esagonale artigianale
Aerografia fianchetti by Alex Design
Coperchio tubo pompa acqua DPM
Tappo radiatore DPM
Protezioni radiatore artigianali in alluminio lucidato a specchio
Protezioni paramotore in alluminio DPM
Frecce in alluminio dal pieno lucidate a specchio
Supporto faro in alluminio dal pieno artigianale
Leva freno ant. in alluminio dal pieno artigianale
Manopole Rizoma
Serbatoio olio freno dal pieno artigianale
Cupolino Givi
Specchi retrovisori in alluminio aftermarket
Cavallotto destro manubrio PL racing con portaspecchietto
Cornice tappo serbatoio DPM alluminio
Sella bicolore in pelle naturale
Maniglione passeggero cromato con viti in titanio
Portatarga e sottocodone DPM con frecce e luce targa incorporate
Carter catena DPM
Cavalletto laterale alleggerito e cromato
Contrappesi manubrio DPM
Targhetta scarico in oro Rosato Racing
Verniciatura Brunotti Andrea
MECCANICA
Catena trasmissione finale passo 520
Pignone in acciaio nitrurato alleggerito con bullone in titanio
Corona in Ergal con trattamento galvanico alleggerita
Tenditori catena in titanio
Collettori Arrow in acciaio Inox
Silenziatore Arrow in titanio omologato catalizzato
Tubazioni radiatore in treccia DPM
Filtro dell’olio in alluminio ricavato dal pieno by Lenci
Candele NGK Iridium
Cambio rovesciato con astina dal pieno
Perno leveraggio cambio rovesciato in alluminio artigianale
Pacco dischi frizione in titanio
CICLISTICA E FRENI
Forcellone di serie lucidato a specchio e alleggerito zona perno
Monoammortizzatore Öhlins pluriregolabile
Dischi ant. Discacciati da 320 mm modello unico
Pinze freno ant. Brembo monoblocco
Pompa radiale Brembo
Disco post. Discacciati modello unico
Pinza freno post. 4 pistoncini Discacciati
Piastra pinza post. artigianale in alluminio lucidato a specchio
Tubazioni freni in treccia
Sdoppiatore tubazioni freni ant. DPM
Ruote Alpina a raggi tubeless anodizzazione personalizzata
Forcella CBR600RR con kit Öhlins
Piastre in alluminio dal pieno artigianali design by Rosato
Manubrio in Ergal anodizzato oro
Piastrina risers in alluminio lucidato a specchio artigianale
Cannotto di sterzo in titanio
Perno ruota ant. tre pezzi in titanio by Poggipolini/Lenci
Perno ruota posteriore in titanio
Amm. di sterzo in titanio Arrow
Supporti amm. di sterzo in alluminio by Arrow/Rosato
Pneumatici Metzeler Sportec M3
TOTALE (manodopera esclusa)
Circa 50.000,00 € Iva compresa

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BOX – ADRIANO ROSATO, IL PROPRIETARIO
Nato a Roccaraso, diplomato presso l’Istituto Tecnico Aeronautico di Udine con il massimo dei voti, laurea in matematica a Tireste, per 25 anni ha fatto l’insegnante, periodo durante il quale, dal 1972 al 1978, è stato anche pilota di moto in sella alla Ducati (collaborando con Giorgio Nepoti e Franco Farné) e pilota di auto, dal 1980 al 1983, a bordo di una Fiat Ritmo Abarth gruppo N. Ma non basta; nel 1992 scopre la fotografia e ci si dedica in modo professionale cogliendo subito dei riconoscimenti. Si specializza in foto di moda e glamour, collaborando con produzioni nazionali e internazionali per riviste, concorsi di bellezza, calendari e materiali promozionali. Oggi, a poco più di 60 anni, è in formissima e passa ancora molte ore dietro all’obiettivo della macchina fotografica e nel suo garage a restaurare e ricostruire bellissime moto d’epoca. La Hornet 600 di questo servizio è stata un po’ una sfida a quanti gli dicevano che non era più in grado di costruire una moto come faceva in passato. Certo, questa forse è più una raffinatissima special che non una vera creazione, ma diamo atto ad Adriano che quanto a manualità e cura dei dettagli gli si può ancora riconoscere il “tocco magico” dell’artigiano!

 

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