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BMW Megamoto

BMW Megamoto Sulla pista di Vairano con il boxer tedesco in versione motard

SLIDING BOXERMegamoto
Arriva la nuova BMW HP2 Megamoto. Estrema e senza compromessi, incornicia il potente motore boxer nelle geometrie di un grosso supermotard. Curatissima nei particolari, maneggevole, rabbiosa e divertente, diventa il simbolo della nuova filosofia BMW che fonde storia, modernità  ed emozioni

Test pubblicato su Special n. 41 – luglio/agosto 2007

Testo (e tester): Lorenzo Baroni

Modello: BMW HP2 MEGAMOTO
Potenza @ ruota: 113,00 CV a 7.500 giri/min
Coppia @ ruota: 115,00 Nm a 6.000 giri/min
Peso: 178 kg
Prezzo: 18.500,00Euro

SENSAZIONI ON BOARD
Alta, un po’ dura e ostica, la Megamoto mostra subito il suo carattere: un motore che scuote e spinge forte, una moto che scalpita e va domata. Ecco qui tutto il divertimento!

CHIAVE DI LETTURA
Una moto che va oltre, oltre il marchio e la tradizione BMW, oltre il modo di interpretare il motard per quanto di grande cilindrata. Non ama di sicuro le mezze misure e non a caso si fa chiamare Megamoto.

PREGIMegamoto

Finiture
Esclusività  
Peso e coppia 
Estetica

DIFETTI
Prezzo
Pedane post. optional
Protezione aerodinamica

La sigla HP2 apparsa nel 2006 sul serbatoio di una insolita BMW rappresenta l’acronimo di High Performance, il “2” indica i cilindri del motore Boxer, icona di BMW Motorrad, “Megamoto” sottolinea il forte legame con la strada, dove il nuovo modello si esprime al meglio. Il termine “high performance/alte prestazioni” supera il più comune concetto di prestazione sportiva e si riferisce alla performance nella sua accezione più ampia. È la sintesi di personalità, potenza, handling, design e stile, in un mix di tecnica e passione per le due ruote che porta alla coraggiosa realizzazione di una moto estrema, non solo nelle prestazioni e nella guida ma nel modo stesso di interpretare la moto. Il segmento dei supermotard è la novità degli ultimi anni ma la loro affermazione in termini numerici è ancora altalenante.Megamoto

Ciononostante l’estremizzazione del concetto verso quello della naked sportiva ha generato il fenomeno dei “motardoni”: impostazione di guida e geometrie ciclistiche vicine ad una moto da enduro ma con motore sportivo e potente, rigorosamente bicilindrico e di grande cilindrata, per un tipo di guida insolita ma indubbiamente coinvolgente, capace di far divertire adattandosi ai più diversi tipi di utilizzo.
Dopo la presentazione della prima HP2 da enduro e della sua successiva evoluzione in chiave motard con il kit di trasformazione “street fun bike” ecco quindi l’evoluzione finale: la HP2 Megamoto. Perché tutto è possibile in questa continua evoluzione del brand BMW, anche vedere una moto nuova che esplora un segmento di nicchia appena nato. Come se non bastasse, laBMW vi entra puntando tutto su due aspetti insoliti per questo marchio, infatti rispetto alle dirette concorrenti (KTM Supermoto 950 e Ducati Hypermotard 1100) la Megamoto si pone inaspettatamente ai vertici in tema di leggerezza e potenza massima. Noi, piacevolmente stupiti, ci siamo gettati con scalpitante entusiasmo nel test in anteprima di questa bavarese dal nome insolito per cercare di capirne la filosofia progettuale e indagare sulla reale efficacia di questo “mix” tecnico e ciclistico tanto ardito.

ESTETICAMegamoto

Faro asimmetrico e minimalista, linee tese e snelle per sella e fiancatine che stridono con l’ingombrante propulsore. Accessori e componentistica ricercati per non correre mai il rischio di passare inosservati. Monocolore classico in elegante stile BMW, con il marchio dell’elica che spunta dalle fiancatine e da tutti i punti maggiormente in vista. Accoppiamenti cromatici sobri e delicati che fanno da cornice al concetto di essenzialità totale che ha accompagnato i designer e i progettisti di questa moto. Forse un po’ scarna, con il telaio e il motore volutamente a vista, come a voler mostrare i muscoli fin dal primo sguardo. Le linee della HP2 Megamoto la rendono affascinante e sensuale, i fianchetti laterali si protraggono verso la ruota anteriore per sottolineare aggressività e dinamicità. Il doppio faro asimmetrico ricorda quello della GS, che ha reso questo particolare elemento un vero e proprio biglietto da visita della produzione attuale BMW Motorrad. Il possente motore boxer con i sue due cilindri sporgenti rende quasi “minacciosa” la sagoma della moto. Non mancano poi numerosi dettagli in carbonio, come il parafango anteriore e la fascia superiore del serbatoio. Dettagli che oltre ad impreziosire il prodotto sottolineano l’aspetto racing della nuova Megamoto.

CICLISTICAMegamoto

Il telaio è in traliccio d’acciaio ed il motore è sospeso, non svolge cioè funzione portante. Rispetto alle misure del telaio della HP2 Enduro l’angolo di sterzo che passa da 29,5°a 28,6°e l’avancorsa scende da 127 a 95 mm. L’interasse invece rimane quasi invariato. Il reparto sospensioni prevede all’anteriore una forcella Marzocchi a steli rovesciati da 45 mm, regolabile in compressione ed estensione. Al retrotreno il cerchio è montato sul classico monobraccio BMW con asta Paralever che fa lavorare un monoammortizzatore Öhlins pluriregolabile (anche nell’interasse). L’escursione delle sospensioni sia all’anteriore che al posteriore è di 160 mm e la trasmissione è ovviamente a cardano alloggiata all’interno del monobraccio. L’impianto frenante è stato studiato per l’utilizzo sportivo: doppio disco anteriore flottante da ben 320 mm lavorato da pinze a 4 pistoncini, un grande passo avanti rispetto all’impianto monodisco della HP2 enduro. Al posteriore c’è un disco singolo da 265 mm. Come per la HP2 Enduro, dato l’utilizzo sportivo della moto, non è disponibile neanche come optional l’impianto ABS ma di questo non si sente comunque la mancanza!

MECCANICAMegamoto

Il caratteristico motore Boxer, icona di BMW Motorrad, ancora una volta saprà stupire per la sua potenza, versatilità ed erogazione, senza dimenticare il rispetto per l’ambiente, il comfort e l’ergonomia. La cilindrata è di 1.170 cc e in questa configurazione eroga 113 CV con una coppia di 115 Nm a 6.000 giri/min. La potenza è cioè di circa 8 CV maggiore rispetto alla HP2 enduro da cui deriva mentre il peso, già molto basso, è rimasto quasi identico. La maggiore potenza deriva da interventi mirati sulle teste, sul sistema di alimentazione e su quello di scarico costituito da un bellissimo e leggero impianto Akrapovic omologato. Anche in questa versione il camaleontico motore Boxer BMW ha saputo rispondere alle esigenze di erogazione del nuovo modello oltre a rientrare nei parametri di emissioni della normativa Euro 3.

IN PISTAMegamoto

Alta, un po’ dura ed ostica, nei primi metri percorsi in sella, la Megamoto mostra subito il suo carattere e tutta la sua personalità. Il motore scuote la moto trasversalmente nelle “sgasate” da fermo e la spara in avanti come una fionda quando si apre il gas nelle marce basse appena dopo i 2.000 giri. Proprio la coppia e la spinta ai bassissimi regimi è il dato più impressionate quando si inizia la conoscenza della Megamoto. Rispetto alla HP2 enduro si nota subito la maggiore rigidità delle sospensioni ed una guida più precisa. Il bilanciamento è molto simile ma la minore avancorsa porta vantaggi in termini di maneggevolezza e rapidità nell’inserimento in curva. Resta invece una certa inerzia direzionale che si avverte nei cambi di direzione soprattutto alle medie e alte velocità. Durante la fase di inserimento in curva è molto rapida anche se per risultare efficace necessita di una certa forza e decisione da parte del pilota al momento di indirizzarla in traiettoria. Insomma la Megamoto è senza dubbio “fisica” e un po’ “maschia” nelle sue reazioni, sia per la sella alta che induce gli "under 1,80 cm" a qualche piccolo equilibrismo al momento della partenza, sia per il tipo di guida ed il temperamento aggressivo del motore. Le marce vengono facilmente snocciolate una dopo l’altra grazie ad un cambio ben spaziato e con i rapporti piuttosto vicini tra loro.Megamoto
La spinta è costante e decisa fino dopo gli 8.000 giri, regime in corrispondenza del quale conviene passare al rapporto superiore. Nella pista di Vairano infatti, anche nel breve rettilineo si riusciva facilmente a raggiungere la velocità massima in prossimità dei 220 km/h indicati. La quinta marcia probabilmente poteva essere più lunga e garantire una maggiore punta velocistica ma la tipologia di moto e la bassa protezione aerodinamica fa prediligere una rapportatura più corta e ravvicinata. Di ottimo livello sia stabilità che precisione di guida. Molto buona anche la frenata, enormemente più incisiva rispetto alla HP2 anche se dotata del kit stradale. Il raddoppio dei dischi freno ha colmato in pieno l’eventuale mancanza di potenza decelerante durante gli usi più intensi. Il mix perfetto tra telaio, sospensioni e motore rende l’HP2 Megamoto una arma affilata con cui divertirsi tra le curve, i tornanti e le strette strade di montagna che diventano il suo ideale terreno di caccia. In città poi non stuzzicatela al semaforo perché nello spunto da fermo vanta una progressione difficilmente eguagliabile. In uscita il monobraccio offre una buona trazione per scaricare a terra la potenza del motore Boxer ma nelle pieghe più accentuate in pista non è da escludere qualche piccola scodata causata dal surriscaldamento eccessivo dei pneumatici di serie, di impostazione comunque stradale. Insomma la bimba scalpita e per domarla bisogna in parte assecondarla e a volte poi saper usare le maniere forti, esattamente come con
un purosangue di razza.

SCHEDA TECNICA
BMW HP2 MEGAMOTO
Motore: bicilindrico Boxer trasversale
Cilindrata: 1.170 cc
Potenza max 113 CV a 7.500 g/m
Coppia max 115 Nm a 6.000 g/m
Distribuzione: monoalbero a camme in testa a 4 valvole per cilindro
Alimentazione: ad iniezione elettronica con corpi farfallati da 47 mm
Cambio: a 6 rapporti
Telaio: a traliccio d’acciaio con motore sospeso
Freni: anteriore doppio disco da 320 mm, posteriore monodisco da 265 mm
Sospensioni: ant. forcella usd da 45 mm pluriregolabile, post. monobraccio con monoammortizzatore pluriregolabile
Pneumatici:anteriore 120/70 ZR 17 – posteriore 180/55 ZR 17
Trasmissione finale: ad albero cardanico
Telaio: a traliccio in acciaio
Interasse: 1.610 mm
Altezza sella: 920 mm
Peso a vuoto : 178 kg
Prezzo c.i.m.: 18.500,00 Euro

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